sabato, agosto 25, 2007

Corrispondenze ai margini dell'Occidente

Stefano Sanchini e Loris Ferri sono giovani poeti che cercano “Corrispondenze ai margini dell'Occidente”. Entrambi marchigiani, la loro poesia civile si ispira a quella che rese altrettanto eretico ed esule Dante rispetto ai suoi contemporanei, e così affascinati dalla figura del poeta fiorentino i due scrittori hanno composto un poema tripartito proprio a distanza di settecento anni dalla nascita della Commedia.

Ieri sera alle 21.00 in Piazzale Olivieri, accompagnati dalla viola da gamba di Hiroyuchi Tabuchi, di “cantiche” ne hanno recitate due, l'“Infernaccio” e il “Paradossale”, e alla fine della lettura-dialogo la voglia di ascoltare anche il “Purgatoriano” è tanta. Bisognerà attendere il prossimo gennaio perchè questa curiosità possa essere soddisfatta, quando il poema sarà pubblicato da Grafiche Effigie con un'introduzione di Roberto Roversi, uno dei poeti che insieme a Pasolini fondarono nel 1955 la rivista “Officina”.

I versi di Sanchini e Ferri denunciano molti dei mali che affligono l'Infernaccio dove viviamo. La fame e la sete che soffre chi vive di là dal mare, le bombe che con ipocrisia chiamiamo intelligenti, la guerra scoppiata nella bella Plitvice in Jugoslavia nel '91, così vicina e così ignorata, le armi ad uranio che seminarono tumori, la stoltezza di chi si lascia distrarre dai reality televisivi per non vedere la realtà vera, il fascismo che non è mai morto, il denaro che corrompe tutto. Soprattutto, però, la denuncia e il grido si alzano contro quei poeti che si rinchiudono nella loro stanzetta, che si fanno tentare dai borghesi e dalle logge dei potenti, che «leccano i loro gelati, mentre l'Africa muore».

Quanto era diverso quel mondo arcaico fatto di luna e di fuoco, di pietra e di fiumi che abbiamo dimenticato, quant'è importante ancora respirare l'odore della Ginestra. Ma in questo mondo Paradossale la lunga marcia dell'Occidente, il Progresso, lascia una scia di sangue e ingiustizia, figli che nascono per morire alla guerra, genti “altre” convertite o uccise. E il dubbio che il poeta passa al Lettore è infine questo: «anche in Paradiso noi vecchia stirpe d'occidente faremo la guerra?».


Intervista a Stefano Sanchini e Loris Ferri

Appena vado verso di loro Stefano e Loris mi bloccano dicendo: «Ci rendiamo conto che il nostro lavoro è denso e pieno di tematiche e riferimenti, pieno di paradossi, come il nome dell'ultimo dialogo».

C'è proprio l'imbarazzo della scelta, di certo la vostra poesia richiama immagine concrete, note a chi vive in questa città.
Sì, la nostra poesia si rifà alla vita vera, sono citati luoghi reali della provincia come la Biblioteca San Giovanni di Pesaro o la Gola del Furlo. È una poesia che prende in oggetto il reale, una poesia che vuole essere civile, ci ispiriamo all'impegno di poeti come Pasolini, Leopardi, Majakowski, Neruda e chiaramente Dante. A parte la forma tripartita del poema, i temi che affrontiamo ci avvicinano alla figura di Dante esule politico, ci sentiamo come lui, ai margini di un Occidente paradossale e infernale che ha perso il contatto con i problemi del mondo.

Possiamo parlare anche di un tema del viaggio nelle terre dimenticate dall'Occidente?
Certo, il viaggiatore però non deve essere un turista. Oggi è raro che qualcuno parta col desiderio di conoscere i luoghi e compiere un viaggio esistenziale, di solito tutto si riduce a turismo da villaggio vacanza, che sarebbe paradossale chiamare viaggio.

Sono dunque in via d'estinzione i poeti che si impegnano nel civile?
In realtà conosciamo e collaboriamo con altri poeti con la nostra stessa passione. Facciamo parte della redazione de “La Gru”. È una rivista di poesia uscita con quattro numeri nel 2005-2006, che ha ospitato le opere di giovani poeti, come Davide Nota, ma anche di Gianni d'Elia e alcune traduzioni del poeta beat Hirschman. Purtroppo la pubblicazione in formato cartaceo è stata interrotta per mancanza di fondi, anche se ci stiamo adoperando per raccogliere i fondi sufficienti. La rivista on line si può trovare al nuovo indirizzo web http://www.lagru.org/.

In Italia, però, sono poche le riviste di poesia civile, mentre ce ne sono fin troppe che raccomandano di non immischiarsi con le faccende del mondo. Come dicono i nostri versi mentre l'Africa muore, i poeti stanno sulle «Ciminiere» a leccare gelati, ma la poesis è un agire, e, dunque, dov'è l'amore di cui tanto parlano questi poeti che chiudono gli occhi? L'amore per una donna non è l'unica forma d'amore possibile, anche l'impegno politico lo è, e il nostro Dante questo lo sapeva molto bene.


Intervista a Hiroyuchi Tabuchi, violista.

Da quanto tempo conosci Stefano e Loris?
Da aprile, quando abbiamo cominciato a suonare insieme. È stato per un caso fortuito, ho sostituito quasi all'ultimo momento la persona che doveva fare da accompagnamento alla lettura.

Hiroyuchi, è piuttosto raro ascoltare e vedere un suonatore di viola da gamba...
Sì, è uno strumento barocco che ho imparato a suonare qui in Italia. Sono venuto apposta dal Giappone due anni fa, dopo essermi laureato in violino e composizione. Sono appassionato di tutta la musica classica, ma in particolare amo la musica europea del Seicento, con le sue basi armoniche di basso continuo e i suoi strumenti antichi. Recentemente ho suonato a Urbino, dove ho seguito i corsi di “Urbino Musica Antica”.

Quando sei partito cosa pensavi del mondo della musica classica in Italia?
Avevo tante aspettative e molte sono state confermate. A dir la verità pensavo che la musica classica fosse più apprezzata dai giovani italiani. È un peccato, anche se la colpa è anche dell'ambiente che è percepito come lontano dalla gente comune. Credo che sia importante che i musicisti siano più vicini alla gente e viaggino per il mondo suonando qualsiasi tipo di musica, europea e orientale, tradizionale e moderna...

Sbaglio o questo è un po' il tuo sogno nel cassetto?
Proprio così, ho studiato tutti questi strumenti perché vorrei formare un gruppo e portare la mia musica in tutto il mondo, alla faccia di chi ha proclamato la morte della musica classica...

Nessun commento:

 Use OpenOffice.org