lunedì, agosto 27, 2007

Il nuovo cantiere della gru

È sensato suonare il piffero per la rivoluzione? Secondo i membri de “La Gru”, rivista di studi culturali on line, la risposta è sì, bisogna farlo oggi più che mai in questo tempo di interruzione della cultura. Ieri sera tre dei redattori, Gianluca Pulsoni, Stefano Sanchini e Davide Nota hanno presentato il nuovo sito di quella “rivista di poesia e realtà” che ora ha in mente “progetti per un foglio mondo”. Nel biennio 2005-2006 sono usciti quattro numeri cartacei e un'antologia on line, mentre ora si sceglie una forma che privilegia l'ipertesto, dunque la continuità e l'apertura nella rete, e si propone un discorso che dal rapporto tra arte e realtà, comunicazione e poesia si allarghi a un discorso più globale.

Ed è questa la “nuova militanza” che si auspicano i poeti della Gru. Studiare e capire attraverso gli occhi della poesia il mondo che li circonda, ricercare in modo non dogmatico la verità, ritrovare il senso vero della politica. E fra i maestri d'impegno ci sono Pasolini e Vittorini, che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di tutti, ma che un certo clima culturale e politico ha negato, legittimando solo quelle “neo-lingue lisce, superficiali, malleabili, pronte all'uso e al consumo della comunicazione” o l'innocua poesia intimista

La lettura di stralci dal Politecnico e dagli scrittori della Gru, è stata intervallata dalle poesie di Stefano Sanchini e Davide Nota. Sanchini ha letto “Via del Carnocchio”,“Praga”, “Emigrazione”, “L'uomo” e “Francoforte”, versi inediti o tratti da “Interrail” (Fara editore, 2007), mentre Nota ha presentato “L'estasi”, “La condanna”, “Lo specchio” da “Il Non Potere” (Zona, 2007).

A sorpresa è intervenuto il poeta Gianni D'Elia, colui che ha fatto conoscere fra di loro i membri della Gru, gli ascolani e i pesaresi, e che sostiene fin dall'inizio questa “scuoletta marchigiana”, erede degli eretici Leopardi, Volponi e Scattaglini. Si è appellato ai DS per trovare fondi e riprendere la pubblicazione cartacea de “La Gru”, ma anche ai dirigenti scolastici. È importantissimo infatti che i poeti entrino nei licei con laboratori e altre iniziative per aiutare i giovani a leggere e capire meglio. E l'ultima battuta è rivolta a questi ragazzi “grandi”: “Vi benedico”.


Intervista a Davide Nota

Davide potresti parlarci delle poesie che hai pubblicato?
Nel marzo del 2005 è uscito il mio primo libro, “Battesimo” e proprio di questo si tratta, di un inizio, di un esordio, che precede di poco la fondazione de “La Gru”. Infatti il primo numero della rivista è uscito nel maggio dello stesso anno, nel trentennale della morte di Pasolini. Poi ci sono stati problemi di fondi e abbiamo potuto pubblicare solo su web...

E oltre a lagru.org collabori con altri siti o riviste, o hai un mestiere oltre quello del poeta?
Ho collaborato con il blog collettivo lapoesiaelospirito.wordpress.com e ho scritto per dissidenze.com. Molti dei collaboratori de La Gru hanno ulteriori interessi, ad esempio Pulsoni scrive per “Carte di Cinema”, Riccardo Fabiani è un giornalista. Personalmente mi dedico alla poesia e allo studio, in questo momento sto preparando la mia tesi sulla poesia italiana dell'ultimo decennio, 1996-2006.

Non abbiamo ancora parlato del secondo libro che hai pubblicato, “Non potere”...
Sì, l'ho pubblicato proprio quest'anno. Si tratta di un romanzo poetico, parla di un ragazzo di provincia superficiale, che si droga, insegue valori effimeri e falsi, per niente interessato alla poesia. È tanto diverso da me, ma un po' mi assomiglia. Il mio romanzo è polifonico sia perchè dà voce agli altri, sia perchè dà voce alle contraddizioni che sono dentro al singolo.


Intervista a Gianluca Pulsoni

Prima mi accennavi che nel gruppo de “La Gru” i collaboratori hanno diversi talenti, ma tutti hanno la stessa potenzialità della poesia.
È così. Nel secondo numero della rivista abbiamo dibattuto su cosa sia la poesia. E questo gruppo fatto di individui diversi che discutono ma si rispettano, ha portato avanti uno studio curioso e vizioso, guardando la realtà da un punto di vista creativo e rigoroso. Tutti avendo in mente che la poesia non è nulla fuori dall'uomo, che teoria e prassi non sono separate e che soprattutto poesia è poiesis, azione. In questo senso siamo tutti poeti in potenza. E vorrei sottolineare che tutti i collaboratori de “La Gru” sono di valore persone che hanno stile e un'eleganza nel cuore.

Quando è nato il tuo interesse per “vecchie” riviste come “il Politecnico”, “Officina”, “Lengua”?
Al liceo avevo iniziato a scrivere nel 2001 per “La Biblioteca di Babele” e da lì è partito un giro di incontri, a volte casuale e fortuito, che mi ha portato a conoscere persone come Marco Dotti e Domenico Brancale. Per me sono come dei fratelli maggiori che mi hanno aperto un mondo di incontri e letture, e che mi hanno stimolato a ricercare, leggere, informarmi. Ho capito che devo imparare ad imparare.


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