Paola vs Paola
“Sono d'accordo con Paola” è una frase che è stata pronunciata più volte ieri sera nel Cortile di Palazzo Mazzolari Mosca. E anche quando è evidente che i principi e i valori divergono, tra Paola Binetti, senatrice della Marcherita, e Paola Concia, Portavoce nazionale Gayleft dei DS, il desiderio di incontrarsi è più forte. Il tema della serata “Per il Partito Democratico: etica e politica” si è sviluppato attorno alle domande della giornalista Giulia Fossà, che ha cercato di condurre le riflessioni su questo argomento tanto delicato quanto centrale in vista della costituzione del PD.
Per quasi due ore il dibattito è ruotato attorno a tre domande: cosa avvicina e allontana l'etica di laici e cattolici, quanto è possibile negoziare i valori, quali sono le peculiarità delle coppie di fatto.
E a quanto pare, per entrambe le onorevoli etica e politica non sono due livelli separati.
Inizia la Binetti dicendo che l'etica è una qualità della politica. Non c'è differenza tra laici e cattolici su questo: per ognuno l'etica è domandarsi concretamente cosa è bene fare e cosa no. Il vero problema nasce su ciò che è bene. Per la senatrice cattolica il bene ha un fondamento oggettivo da cui discendono alcuni valori non negoziabili, come la vita, la famiglia, la verità. Mentre Paola Concia ribatte che "tutti i valori si possono negoziare, e che la mediazione non è una rinuncia ai propri valori, anzi è essa stessa un valore. Ogni giorno nel lavoro, nella politica, in famiglia ridefiniamo cosa è bene e cosa è male. In particolare i progressi della scienza sono terreni nuovi su cui legiferare, ricordando che non c'è niente di stabilito, ma che cattolici e non devono costruire risposte nuove che oggi non abbiamo. E se non le abbiamo è perchè non ci siamo mai seduti a un tavolo mettendo da parte le ideologie, cercando di capire le ragioni dell'uno e dell'altro". E a questo punto la Concia alza un po' la voce e fa i nomi: a Pollastrini,Turco e Fassino lo aveva già fatto presente nella scorsa legislatura. Il risultato è che su un tema delicato come quello delle coppie di fatto il discorso si è arenato.
La posizione della Binetti sul tema è chiara: il legame affettivo che si crea tra due persone dello stesso sesso può essere anche più forte di quello tra marito e moglie, ma la famiglia è quel nucleo formato dall'unione di uomo e donna, dai figli, e che si tramanda di generazione in generazione. Opposte le posizioni della Concia che come omosessuale vive e vede intorno a sé un grande desiderio di famiglia: “Queste unioni sono una realtà e sebbene finora la Chiesa sia stata ferma nella difesa della famiglia tradizionale, non è detto che col tempo non cambi posizione così come ha fatto negli ultimi decenni nei confronti delle donne".
Quello che stupisce in un dibattito tra donne con posizioni così diverse è senz'altro la serenità della conversazione. Nessuna si aspetta che il Partito Democratico sia la panacea di tutti i mali, ma può essere l'occasione storica di costruire un terreno comune nuovo se, suggerisce la Concia, “si parte dal rispetto delle differenze e dalla libertà d'espressione delle diversità”, e, aggiunge la Binetti “se tutti potranno parlare senza tabù”.




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