Intervista a Tiziana Paci
Tiziana Paci è grafica, cantante, scenografa, insegnante, attrice, pittrice, ha scritto un libro stampato in 6 lingue e ha in progetto di scrivere un libro sull'Uomo. È regista e interprete principale del musical dedicato a Madre Teresa di Calcutta presentato in piazza del Popolo nel decimo anniversario della scomparsa.
Perché ha deciso di allestire “Madre Teresa”?
Io canto da trent'anni e da tanto cercavo un musical religioso incentrato su una figura femminile. Poi ho trovato “Madre Teresa” che Paulicelli ha progettato nel 2004. Per me porta un messaggio grande, e canto Dio recitando.
Lavora da molto con la compagnia Talita khum?
La compagnia si è costituita proprio per questo musical. I membri del cast sono di varia provenienza, alcuni di Candelara, altri di Pesaro, c'è chi è stato mio allievo all'Istituto d'arte. E poi c'è Mattia (Mattia Livi, n.d.r.) con cui faccio da tempo serate canore.
Rispetto al testo originale manca un personaggio piuttosto importante, il giornalista...
Ho cambiato molte cose del musical di Paulicelli. Ho tolto i dialoghi perché Madre Teresa parlasse in prima persona e ho aggiunto la proiezione di immagini che colpiscano il pubblico. Ci sono voluti quattro mesi di lavoro tra ricerche su libri e Internet e montaggio finale. Sono immagini molto commoventi studiate per adattarsi ai testi delle canzoni, col risultato che spesso la gente piange assistendo al concerto. All'inizio anch'io non riuscivo a trattenere le lacrime. Solo dopo una trentina di prove sono riuscita a contenere i miei sentimenti.
Molte associazioni e parrocchie negli ultimi tempi allestiscono musical. È solo un modo per attirare giovani o c'è anche dell'altro?
Il musical ha un forte potere di aggregazione, fa incontrare e avvicinare le persone, perché dove c'è musica si sta bene. La preparazione dello spettacolo ha creato intimità tra tutti, ormai siamo come una famiglia. Di per sé è già un messaggio positivo. Oltre a questo il musical di Madre Teresa contiene una testimonianza più alta di preghiera, amore e salvezza. È un messaggio che coinvolge anche chi è lontano dalla Chiesa, come uno dei ragazzi del nostro staff: mi ha confidato che da quando lavora a questo musical è più sereno.
Com'è arrivato “Madre Teresa” alla Festa dell'Unità?
Matteo Ricci ha sentito il nostro concerto l'anno scorso e gli è piaciuto. Mi ha pregato di replicarlo, e quando mi ha detto che ci voleva per la Festa del partito gli ho chiesto: sei sicuro? Non che temessi i pomodori marci [ride], anzi sono stata strafelice. E per l'occasione ho deciso di mettere su uno spettacolo migliore. Ai canti e alle proiezioni abbiamo aggiunto anche la scenografia, i costumi, i ballerini con le coreografie.
Durante la pausa si vendevano CD del vostro spettacolo, non del musical originale...
Abbiamo deciso di pagare i diritti e di ottenere una delibera. Anche se sarebbe stato più facile vendere i cd del musical di Paulicelli, ce l'avevano anche proposto, ma volevamo far ascoltare il “nostro” musical.
Qual è il legame tra Tiziani Paci e Madre Teresa di Calcutta?
Ho letto e leggo molti libri sui santi e sugli angeli. E quando dipingo sono angeli e santi i miei soggetti preferiti. Ho sempre cercato la verità e il mio cammino mi ha portato a una conversione. Non ho sentito una chiamata come quella di Teresa, ma ho comunque trovato delle risposte, in mezzo a tanti dubbi e tante difficoltà. Proprio come Teresa.




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